
Si torna sempre sul luogo del delitto. Lì al Forum di Roma, circa un anno fa la mia prima gara, un 50. Mioddio, a dorso. E nonostante la dissennata scelta sono entrato nel “tunnel gare”. Qualche volta si torna in compagnia, magari di chi ha in buona parte ispirato l’atto delittuoso. Magari di chi ha dato le prime dritte tipo “Niente boxer, ma soprattutto per carità niente rana!” Il massimo è farsi riportare dal mentore, con la sua auto, lui che sul G.R.A. ti racconta vecchie (ma manco tanto) storie di allenatori esageratamente più forti dei già fortissimi master allenati, scuole di pensiero sulla nuotata a delfo più o meno “ondosa”, la guerra di religione tra ranisti e dorsisti senza la quale un po’ del divertimento verrebbe meno e così via.
Il divertimento inizia appena saliti in macchina, il Deda col sorrisone compiaciuto per la mia scelta dei 50DF all’ultimo minuto sostituendoli ai 100MX. Sicuramente pensa che la conversione al nuoto sdraiato sia ormai questione di tempo, la goccia scava la pietra e menate simili. Illuso ma vabbe’ è buio, fa freddo, i vapori da sbadiglio, non ho ancora la forza e il cuore per distruggere il suo sogno ingenuo.
La Pontina e il Raccordo vuoti; chi è delle nostre parti sa bene che di domenica mattina è così ma si meraviglia sempre. Arriviamo al Forum in un attimo. In un attimo siamo in vasca di riscaldamento e, sempre in un attimo, la piscina diventa quello che Pontina e Raccordo sono nei giorni feriali tra le 7:00 e le 20:00.
Chiamate per i 50DF, sono iscritto con 50″, prime batterie, spero di limare almeno un secondo, manco finisco di esprimere il desiderio che già sono sui blocchi.
Al posto, via! Mi tuffo… mi lascio cadere in avanti, primo errore. Tre gambate arroganti in sub, emergo e comincio a bracciare dando tutto e facendo debiti, secondo errore. Respiro a ogni bracciata, in allenamento m’impongo almeno ogni due e invece lì, dove gli errori si pagano, faccio tutt’altro. Arrivo al tocco dei 25m, viro e vado in sub abbastanza bene nonostante l’aver sparato tutte le cartucce. A neanche metà vasca il creditore si fa vivo, gli do la sua libbra di carne senza protestare. Nuoto il delfo più rigido della mia vita, manco un anno fa ero così legato. L’acqua a ogni metro sempre più vischiosa, sono nelle sabbie mobili di un western di serie B, penso “Ma io il delfo non lo nuoto così male, che cavolo sto facendo??”.
Arrivo alla piastra distrutto, non vedo il tempo che immagino altissimo. Deda mi dice 50″18, “Dovevi fare i primi 25 facili e tirare nei secondi… nuotavi rigido, senza ondulare… ti sei tuffato male, non hai dato spinta… troppo gap tra il tempo sui 50SL e questo… bisogna lavorare sulla tecnica!” Tutto vero. Il bello è che in allenamento nuoto “più ondulato”, qui temevo di andare piano facendo così e invece mi spiega che è tutto il contrario.
Nessun problema, se alla prima non facessi un mare di cappelle non sarebbe normale.
E’ il turno di Deda. Al posto, via! E’ tutto un altro andare. Mi gusto ’sto 50DF da manuale come un pezzo strumentale di Steve Vai, Jibboom: veloce, ritmato, preciso, pulito come pochi. E’ un piacere vederlo nuotare, la facilità è sempre piacevole vederla. Rubo con gli occhi, eccolo lì: il movimento ondulatorio, il modo corretto di piegare la testa in avanti richiamando delle braccia, il beccheggio. Così si nuota il delfino. Lo nomino mio mentore delfinistico, pianifico di tormentarlo di domande/dritte/consigli a ogni allenamento collegiale e gara.
Il ragazzo ferma il crono a 29″90, per me risultato da anime giapponese. Lui storce il naso, puntava a una potatura più corposa, è giusto così.
Chiamata per i 50DO, ancora Deda… OVVIAMENTE! TZK! :)))
Al posto, via. Sarei un disonesto meritevole di rappresaglie fisiche se dicessi che la “dorsata” è stato un brutto spettacolo. Inoltre la squadra va sostenuta, anche quando si fanno scelte discutibili come ’ste gare. Come per il delfo, IMHO, ha nuotato benissimo. In particolare la virata, per me la parte più spettacolare, mi è piaciuta tantissimo, una sub da incorniciare. Se fossi un decimo del dorsista che è Deda avrei accettato le sfide del Kalì senza alcuna condizione. Ovviamente tra qualche mese cancellerò dal server questo post.
Chiude in 33″87.
Chiamano i 50SL, tocca a me. Al posto, via! Mi tuffo cercando di spingere di più. Niente! Stessa partenza del delfo, poca spinta e ringraziamenti alla gravità che fa tutto il lavoro. Sub lineare e tutto sommato non troppo corta. La rosicata per la garadimme*** del delfo mi fa schiumare, voglio saziare la fame di vendetta, voglio strappare un 36″.
Viro, la capriola è rabbiosa, stessa intensità che mettevo nella lotta a terra per girare l’avversario. La sub è lunga e ben fatta. Deda più tardi lo confermerà “Hai persino recuperato qualcosa sugli altri!”. Azzanno il secondo 25 con ancora più veemenza, mi allungo allo spasimo e per poco non fermo il crono con un pugno.
37″56… miglioro di… 4 centesimi il mio PB :\
Ok, non era giornata.
In auto discutiamo, con Coach Stipcevich in viva voce, degli errori fatti e delle pezze a mettere. Entrambi mi ripetono una cosa che anche nell’impianto di casa mi rimproverano spesso: la schiena che fa zig-zag nello SL, devo trovare il modo di allungare la bracciata senza far ballare le vertebre.
Inoltre devo lavorare moooolto di più sul tuffo e fissare il movimento sinusoidale del delfo, troppo gap tra il mio 50SL e il 50DF, normalmente la differenza è dell’ordine di una manciata di secondi.
C’è tanto lavoro da fare… tra un po’ c’ho la pausa pranzo, vado in piscina.