Uffa, il cinema!

Cinema? Ho perso la voglia:
in fila per il biglietto come in caserma,
branchi di scemette che fanno domande su cosa sta per succedere senza seguire l’azione sullo schermo,
bifolchi compiaciuti che ridono durante le scene più drammatiche,
ottusi inorgogliti che provano la suoneria “Grazie Roma!” sull’iPhone,
cafoni egocentrici che commentano a voce alta gli mms ricevuti,
selvaggi sgabbiati che masticano a bocca aperta tingendo la colonna sonora con nuove tonalità,
burini spaesati impegnati nel mantra “Che palle però, in sala 1 c’era Vacanze di Natale a…”,
l’estenuante lotta per il predominio sul bracciolo destro,
il clima da sauna secca della sala in autunno/inverno,
il bracciolo sinistro terra di nessuno da colonizzare,
la temperatura da ibernazione in primavera/estate,
l’incauto che risponde al cellulare NON silenziato “Sto ar
cinema…[]… no magaaari, lo fanno in sala 1, qua c’è ‘na palla… “
E per tutto questo devo anche pagare?? AO’!

Report XII Forum Sprint 2010

Si torna sempre sul luogo del delitto. Lì al Forum di Roma, circa un anno fa la mia prima gara, un 50. Mioddio, a dorso. E nonostante la dissennata scelta sono entrato nel “tunnel gare”. Qualche volta si torna in compagnia, magari di chi ha in buona parte ispirato l’atto delittuoso. Magari di chi ha dato le prime dritte tipo “Niente boxer, ma soprattutto per carità niente rana!” Il massimo è farsi riportare dal mentore, con la sua auto, lui che sul G.R.A. ti racconta vecchie (ma manco tanto) storie di allenatori esageratamente più forti dei già fortissimi master allenati, scuole di pensiero sulla nuotata a delfo più o meno “ondosa”, la guerra di religione tra ranisti e dorsisti senza la quale un po’ del divertimento verrebbe meno e così via.
Il divertimento inizia appena saliti in macchina, il Deda col sorrisone compiaciuto per la mia scelta dei 50DF all’ultimo minuto sostituendoli ai 100MX. Sicuramente pensa che la conversione al nuoto sdraiato sia ormai questione di tempo, la goccia scava la pietra e menate simili. Illuso ma vabbe’ è buio, fa freddo, i vapori da sbadiglio, non ho ancora la forza e il cuore per distruggere il suo sogno ingenuo.
La Pontina e il Raccordo vuoti; chi è delle nostre parti sa bene che di domenica mattina è così ma si meraviglia sempre. Arriviamo al Forum in un attimo. In un attimo siamo in vasca di riscaldamento e, sempre in un attimo, la piscina diventa quello che Pontina e Raccordo sono nei giorni feriali tra le 7:00 e le 20:00.

Chiamate per i 50DF, sono iscritto con 50″, prime batterie, spero di limare almeno un secondo, manco finisco di esprimere il desiderio che già sono sui blocchi.
Al posto, via! Mi tuffo… mi lascio cadere in avanti, primo errore. Tre gambate arroganti in sub, emergo e comincio a bracciare dando tutto e facendo debiti, secondo errore. Respiro a ogni bracciata, in allenamento m’impongo almeno ogni due e invece lì, dove gli errori si pagano, faccio tutt’altro. Arrivo al tocco dei 25m, viro e vado in sub abbastanza bene nonostante l’aver sparato tutte le cartucce. A neanche metà vasca il creditore si fa vivo, gli do la sua libbra di carne senza protestare. Nuoto il delfo più rigido della mia vita, manco un anno fa ero così legato. L’acqua a ogni metro sempre più vischiosa, sono nelle sabbie mobili di un western di serie B, penso “Ma io il delfo non lo nuoto così male, che cavolo sto facendo??”.
Arrivo alla piastra distrutto, non vedo il tempo che immagino altissimo. Deda mi dice 50″18, “Dovevi fare i primi 25 facili e tirare nei secondi… nuotavi rigido, senza ondulare… ti sei tuffato male, non hai dato spinta… troppo gap tra il tempo sui 50SL e questo… bisogna lavorare sulla tecnica!” Tutto vero. Il bello è che in allenamento nuoto “più ondulato”, qui temevo di andare piano facendo così e invece mi spiega che è tutto il contrario.
Nessun problema, se alla prima non facessi un mare di cappelle non sarebbe normale.

E’ il turno di Deda. Al posto, via! E’ tutto un altro andare. Mi gusto ’sto 50DF da manuale come un pezzo strumentale di Steve Vai, Jibboom: veloce, ritmato, preciso, pulito come pochi. E’ un piacere vederlo nuotare, la facilità è sempre piacevole vederla. Rubo con gli occhi, eccolo lì: il movimento ondulatorio, il modo corretto di piegare la testa in avanti richiamando delle braccia, il beccheggio. Così si nuota il delfino. Lo nomino mio mentore delfinistico, pianifico di tormentarlo di domande/dritte/consigli a ogni allenamento collegiale e gara.
Il ragazzo ferma il crono a 29″90, per me risultato da anime giapponese. Lui storce il naso, puntava a una potatura più corposa, è giusto così.

Chiamata per i 50DO, ancora Deda… OVVIAMENTE! TZK! :)))
Al posto, via. Sarei un disonesto meritevole di rappresaglie fisiche se dicessi che la “dorsata” è stato un brutto spettacolo. Inoltre la squadra va sostenuta, anche quando si fanno scelte discutibili come ’ste gare. Come per il delfo, IMHO, ha nuotato benissimo. In particolare la virata, per me la parte più spettacolare, mi è piaciuta tantissimo, una sub da incorniciare. Se fossi un decimo del dorsista che è Deda avrei accettato le sfide del Kalì senza alcuna condizione. Ovviamente tra qualche mese cancellerò dal server questo post.
Chiude in 33″87.

Chiamano i 50SL, tocca a me. Al posto, via! Mi tuffo cercando di spingere di più. Niente! Stessa partenza del delfo, poca spinta e ringraziamenti alla gravità che fa tutto il lavoro. Sub lineare e tutto sommato non troppo corta. La rosicata per la garadimme*** del delfo mi fa schiumare, voglio saziare la fame di vendetta, voglio strappare un 36″.
Viro, la capriola è rabbiosa, stessa intensità che mettevo nella lotta a terra per girare l’avversario. La sub è lunga e ben fatta. Deda più tardi lo confermerà “Hai persino recuperato qualcosa sugli altri!”. Azzanno il secondo 25 con ancora più veemenza, mi allungo allo spasimo e per poco non fermo il crono con un pugno.
37″56… miglioro di… 4 centesimi il mio PB :\
Ok, non era giornata.

In auto discutiamo, con Coach Stipcevich in viva voce, degli errori fatti e delle pezze a mettere. Entrambi mi ripetono una cosa che anche nell’impianto di casa mi rimproverano spesso: la schiena che fa zig-zag nello SL, devo trovare il modo di allungare la bracciata senza far ballare le vertebre.
Inoltre devo lavorare moooolto di più sul tuffo e fissare il movimento sinusoidale del delfo, troppo gap tra il mio 50SL e il 50DF, normalmente la differenza è dell’ordine di una manciata di secondi.
C’è tanto lavoro da fare… tra un po’ c’ho la pausa pranzo, vado in piscina.

Corsa nostra

Corsa nostra

che sei nei piedi

sia santificato il tuo ritmo

venga la tua gara, sia fatta la tua prestazione,

come in strada così in trail

dacci oggi il nostro PB quotidiano,

rimetti a noi le nostre scarpette come noi le rimettiamo ai nostri piedi

non ci indurre in tapirulan ma liberaci dal fitness

amen.

Un anno

E’ passato un anno Miche’. Domani ti porto con me a correre, e dopodomani anche a nuotare. Ti piacerà. Sì, magari piacerà più a me che a te ma confido nella tua apertura mentale verso altre discipline che non hai mai amato troppo. Dei due eri tu il fratello ragionevole quindi niente proteste per cortesia EH! E poi non faremo tanti km, giusto il minimo per sudare un po’. Forse potrò aggiungere qualcosina alla fine. Tu magari ti fermi prima e mentre mi aspetti riposi un po’. Così posso farmi due lacrime da solo, in santa pace. Poi vengo a riprenderti.

A domani Blaz ;)

Report Olimpia Pomezia 2009

Venerdì, prima degli allenamenti, mi dicono che domenica pomeriggio c’è una gara a Pomezia. Si tratta di una delle prove del campionato regionale dell’ente di promozione sportiva Confsport. Mai sentito, ma poco m’importa, basta che ci siano i blocchi, i crono e gente che nuota. Inoltre è a Pomezia, a venti minuti da casa mia, faccio anche in tempo a fare la passeggiata in spiaggia che pregustavo da una settimana. Vado.
Centro sportivo Olimpia: parcheggio da stadio, reception da grand hotel, piscina da 33m a 10 corsie, tutto nuovo, soffitto in legno (ormai un must) ampio piano vasca, tribuna atleti separata da quella per gli spettatori, insomma un gran bell’impianto.
Il tutto un po’ sovradimensionato per il numero di iscritti: una sessantina scarsa tra uomini e donne, di tutte le categorie. Meglio così: non ci saranno le interminabili attese tra una prova e l’altra.
Inizio il riscaldamento, niente tonnara, le corsie più affollate ospitano tre persone, come quando ci si allena. Finisco un 500m totali e mi avvio al bordo per uscire. Mi tiro su con le braccia, punto il piede sinistro sul bordo per spingermi fuori dall’acqua e… SBAM! Il piede scivola, la gamba va giù e do due botte sulla plastica del bordo. Risultato: un livido viola sulla tibia, un’escoriazione rossa sul ginocchio, un’incazzatura nera con me stesso per il dolore infame e la zoppia conseguente. Fa un male bastardo, ma se adesso perdo tempo a frignare finisce che sento più dolore e mi passa la voglia di gara.

Chiamano per i 50 SL, vado.
Al posto, via! Mi tuffo meglio che al Grisanti, memore della “lavata di capo” fattami da Flaviano ma potevo metterci più energia, il livido mi ha un po’ scoraggiato. Faccio una sub non pessima ma neanche buona, troppo rollio, vabbè.
Faccio il primo 25 in apnea, cerco di non esagerare con la frequenza della gambata per coordinarla con la bracciata, Coach Stipcevich è presente in spirito e si raccomanda. Viro. Buona la capriola ma si poteva fare meglio, sub lunga ma lontana dall’ottimale, per questo odio sempre più la velocità: poco tempo per pensare, sbagli una virgola e non c’è modo di riparare, che stress! Faccio il secondo 25 incupito dal pensiero dei tanti “errorini”, picchio la piastra e penso “anche questa è fatta”. Esco zoppicando, la tibia adesso è blu e lampeggia, chiedo che tempo ho fatto: 37″… TRENTASETTE?!?!?!??! Ho migliorato il mio PB di 3″29, il dolore alla gamba sparisce di colpo.

Seconda chiamata: 50RA.
Al posto, via! Spingo un tuffo da ernia, Flaviano annuirebbe orgoglioso, solo che chiudo la planata con uno schiaffone di piedi sul pelo dell’acqua. Vabbè in fondo Flaviano non c’è fisicamente e non può davvero vedere, manco Coach Stip.
La sub esce benino, anche l’emersione non è repentina come al solito. Vado “ranando” un po’ meglio che al Grisanti, mi allungo allo spasimo, niente testate sull’acqua, la testa segue fluida il movimento delle braccia, il tronco ondula di conseguenza. Non sta andando malaccio, solo che dovrei avere un ritmo un po’ più alto. Viro. La seconda sub viene meglio della prima, emergo e aumento il ritmo. Ma mi sto allungando di meno, rallento e mi impongo di fare una rana decente, niente isterismi, niente “robottismi”. Fluido. Arrivo al tocco comunque massacrato, segno che ho dato quello che dovevo. Esco zoppicando meno di prima ma la tibia ha un bagliore purpureo, il ginocchio è sempre più rosso natalizio, e io che non volevo fare l’albero! Me ne frego di tutto e chiedo il tempo: 45″, altro PB in corta migliorato di 5″74. Un po’ me l’aspettavo, la settimana prima in lunga ho fatto 48″57, e a dirla tutta un secondo in più si poteva potare. Digrigno i denti ma va bene comunque, penso a gennaio, c’è il Forum Sprint. Ne riparliamo, a mente più fredda e a gamba sanata.

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"Gli scrittori sono esibizionisti e contaballe, credo anche che Omero in fondo avesse 10/10"
(Barney Panofsky)

 

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