Il vento e il tapascio

Stamattina esco per un medio di 10 km a ritmo blandissimo, cioè il solito 5.4′/km. C’e il sole e un po’ di vento, mi metto la giacchetta antivento anche perchè non è proprio caldissimo. Faccio un km di riscaldamento e arrivato sulla litoranea azzero il crono e comincio i primi 5 km di andata. Piacevole, il vento è calato parecchio e non solo perchè quando soffia nel tuo senso di marcia non lo senti tanto: le piante e le bandiere di campeggi e stabilimenti balneari sono ferme o quasi. Giusto un po’ di caldo per via della giacchetta ma basta abbassare un po’ la zip.
Arrivo alla fine dei 5 km con un intertempo di 27 min, non esaltante ma almeno non è di più, sono riuscito a tenere il ritmo voluto. Inverto la marcia per i 5 di ritorno e comincia il calvario: il dannato vento si sveglia guarda caso quando riprendo la via di casa. Alberi e bandiere adesso sembrano ballare il rock ‘n roll. E’ terribile, sicuramente non come la bora di cui parlava Mike De Petris (runner triestino conosciuto su ISA) ma nel mio piccolo di tapascio da litorale romano mi faccio il mazzo vero (più tardi verificherò che erano 14 nodi). La legge della resistenza al moto in un fluido che varia in ragione del quadrato della velocità è verissima, se mai dovessi dubitarne mi ricorderò di questa bella mattinata. A metà del ritorno mi accorgo di aver assunto una posizione inclinata in avanti ed un po’ arcuata, la stessa di Sisifo stanco dei troppi straordinari. La lingua ormai è per terra, le allucinazioni si fanno più verosimili – penso che è il momento di strambare e cazzare la randa è ancora compito mio. Maledicendo Eolo o chi per lui affronto l’ultimo km con lo stesso spirito delle vecchie gare di judo fatte qualche anno fa: stringo la presa e tiro fino a morire. Chiudo quasi morto il giro con pietoso 55′,47” e con un bel cerchio alla testa. Camminando verso casa incrocio un signore col beagle al guinzaglio che mi fa ” ‘Ngiorno, ‘na bella corsetta fresca eh? Proprio quello che ci vuole co ’sta bella giornata!”


4 Risposte a “Il vento e il tapascio”


  1. 1 Rocha Ottobre 4, 2008 alle 9:38 pm

    La cosa più importante (forse fondamentale) di questa nostra passione è alla fine la nostra fatica venga ricompensata da un po’ di endorfine !

  2. 2 HariSeldon Ottobre 7, 2008 alle 11:58 pm

    Dici benissimo, è fondamentale :)

  3. 3 Daniele Novembre 9, 2008 alle 4:28 am

    Ciao, per caso pratichi Judo a Roma? In caso, puoi dirmi dove ti alleni? LA mia mail è daniele_mancuso_1984@libero.it

    Ciao!

    Daniele

  4. 4 HariSeldon Novembre 9, 2008 alle 11:38 am

    Ciao Daniele,
    se hai dato una sbirciata alla pagina Chi sono hai visto che ci sono ben due mie foto ma in nessuna delle due mi si vede in volto. Lo scopo, almeno per ora, è quello di restare anonimo ERGO attualmente non me la sento di uscire allo scoperto ;)
    Niente di personale eh, ti ringrazio comunque di essere passato :)


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"La mente e' come un paracadute: funziona solo quando e' aperta."
Frank Zappa

 

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