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Tapis-roulant o Correre?

Questa è la riesumazione di un mio vecchio post sul newsgroup it.sport.atletica. Premetto che considero il tapis roulant (o treadmill) comodo SOLO per fare le visite mediche per attività agonistica, ho sempre trovato scomode le pedane a gradini. Comunque al di là delle mie opinioni personali vediamo quali differenze oggettive ci sono tra la corsa vera e il surrogato da palestra.

a) Correre sul tapis è più semplice: una volta trovato l’equilibrio giusto, cioè il modo di distribuire i propri pesi in movimento si ha a che fare con l’elasticità del tappeto che è assente in strada, sullo sterrato ed in pista. Persino quella sintetica è più rigida. Non c’è aria in movimento che oppone una resistenza variabile al moto del corridore. Quindi a parità di ritmo di corsa sul tapis lo sforzo è minore. E’ possibile, grazie a degli automatismi programmabili ormai presenti su tutte le macchine, inserire delle variazioni di pendenza durante l’allenamento ma in questo modo si altera lo stile della corsa e non so se questo sia un bene in quanto innaturale.

b) Come già detto il tappeto è elastico e questa caratteristica può essere causa di infiammazioni a ginocchia e tendini di Achille e cioè l’incubo di qualsiasi runner, agonista o no. Se non si è perfettamente adattati a tale elasticità possono comparire indolenzimenti da affaticamento durevoli diversi giorni.

c) La vera differenza tra corsa vera e corsa simulata è che inquest’ultima manca la spinta in avanti: il corridore deve solo opporsi allo scorrimento all’indietro del tappeto, così facendo fa lavorare di più i quadricipiti ( la gamba deve sollevarsi maggiormente) e per evitare lo strisciamento del piede tende a sollevarlo di più facendo lavorare a maggiormente i muscoli tibiali anteriori. Si ha così un senso di affaticamento superiore che viene metabolizzato dopo un certo transitorio di adattamento innaturale seppur mantendo un più basso dispendio energetico rispetto la corsa vera.

d) Programmare un buon allenamento col treadmill è difficilissimo per non dire impossibile parlando di atleti non principianti. In particolare è inadatto per gli allenamenti veloci del mezzofondo dato che non si può andare oltre i 20 km/h, basti pensare a delle ripetute 300-400-500 m. Anche per la maratona lo considero inadeguato, inoltre fatico ad immaginare un runner che “tapirula” anche solo per 2 ore senza che gli venga a noia il tutto. Come già detto c’è sempre la questione del dispendio energetico che è più basso e verrebbe quindi a mancare lo scopo fondamentale del lungo e/o lunghissimo.

e) Correndo al chiuso davanti ad un muro o, peggio ancora, davanti alla TV viene a mancare uno dei punti cardine della corsa all’aperto: la fortificazione del sistema immunitario che solo le condizioni variabili dell’aperto garantiscono.

f) Infine “correre” sul tapis-roulant è diverso dal correre veramente come ascoltare la suoneria monofonica di un telefonino è differente dall’assistere ad una esecuzione live del Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 3 in Re minore op. 30 di Sergej Rachmaninov. In parole povere sul tapis manca la componente ludica, manca il viaggio più antico mai fatto, manca il vento che esiste solo per te che corri, manca la sorda ritmica delle suole sul fondo, manca il sole che ti fissa per vedere se ce la fai, manca il traguardo che solo tu varchi e tu solo festeggi dentro di te, sicuro che non troverai mai una droga capace di anche solo di imitare queste sensazioni che hai irrimediabilemente fissate nella memoria. Manca tutto quello che si chiama corsa.


"La mente e' come un paracadute: funziona solo quando e' aperta."
Frank Zappa

 

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